Tarassaco

Foto e Immagini

tarassaco

Nomi

Nome Scientifico: Taraxacum officinale Weber (fam. Compositae)

Nomi Comuni: Rejete, dente di leone; dente di cane, ingrassa porci, piascialetto, soffione cicoria selvaggia, cicoria burda.

Nomi Stranieri: Common Dandelion (Eng) Dent de lion (Fra) Butterblume (Ger) Diente de León (Esp)

Che cos’è e significato

Descrizione: Il Tarassaco è una pianta erbacea perenne con un rizoma verticale cilindrico. In basso c’è una radice a fittone. I fusti, semplici, senza foglie, sono alti fino a 40 cm. Le foglie sono riunite in una rosetta basale, possono essere erette o sdraiate al terreno. La loro forma è lanceolata oppure obovale e certe volte irregolarmente incisa, l’apice è spesso triangolare. I fiori sono gialli e riuniti in capolini portati singolarmente all’apice dei fusti. I fusti sono disposti a formare un ombrello e sono dotati di un ciuffo (pappo) che favorisce la disseminazione anemofila.

Storia e Tradizioni: L'uso terapeutico di questa pianta non era conosciuto nell´antichità e nessun testo, compresi gli Erbari illustrati, ne parla prima del XV secolo. Nel 1546 il naturalista Bock attribuì al tarassaco un potere diuretico, mentre un farmacista tedesco del XVI secolo attribuì alla pianta virtù vulnerarie (vale a dire capaci di curare rapidamente le ferite). Più tardi, tra il sec. XVII e XVIII, ne parleranno ampiamente - come accennato - i medici umbri e l´Abate Kneipp.

Note: Nessuna nota

Dove si trova

Habitat: Pianta erbacea perenne, che in Italia cresce dalla pianura alla zona alpina fino oltre i 2000 metri, dove si trova nei prati, ai margini delle strade e nei luoghi incolti.

Tempo e modalità di raccolta o coltivazione: Il rizoma si raccoglie in settembre – ottobre o in febbraio, prima che la pianta fiorisca. Si lava per liberarlo dalla terra e bisogna tagliare le radici laterali. Il rizoma si essicca poi al sole o sulla stufa, a temperature moderate, e si conserva in vasi di vetro. La pianta fresca viene raccolta in primavera.

Utilizzo

Parti utilizzate: Il rizoma (che è la parte di maggiore rilevanza officinale), le parti aeree fresche o seccate. A scopo alimentare si raccolgono le piante giovani ed anche i fiori non ancora schiusi.

Come si usa in cosmetica: L’infuso dei fiori ha applicazioni cosmetiche e come lozione per schiarire le efelidi. Il decotto di radice usato come lozione per il viso ha proprietà tonificanti ripristinando il normale colorito della pelle del viso.

Come si usa in cucina: Il tarassaco ha molti impieghi in cucina in insalate primaverili, in minestre,frittate e torte salate. I boccioli di fiore vengono utilizzati per la preparazione di sottaceti.

Proprietà e benefici

Principali componenti: Alcoli Triterpenici (Tarasserolo); Steroli; Vitamine A,B,C,D, Inulina, Principi Amari (Tarassacina), Sali Minerali.

Proprietà salutari ed utilizzo: Il Tarassaco è una delle erbe più note e diffuse della cultura popolare. Moderne ricerche hanno confermato che il Tarassaco ha effettivamente proprietà coleretiche (aumenta la secrezione della bile) e colagoghe (stimola la secrezione biliare), utili in caso di itterizia, calcoli biliari e in genere di insufficienza epatica. Ha proprietà amaro- toniche e digestive utili per l’inappetenza ( scarso appetito) e le dispepsie ( disturbi della digestione). Il Tarassaco è ritenuto infine blando lassativo (favorisce l’evacuazione delle feci) e un lenitivo delle infiammazioni emorroidali. La sua funzione disintossicante si riflette sulle pelli impure e malsane rendendole fresche e luminose.

Rimedio naturale: Indicato per contrastare e risolvere l´acne, ha attività colagoga e coleretica, è utile nei casi d´itterizia ed insufficienza epatica. Esplica inoltre proprietà digestive, e stomachiche quindi utilizzato per le varie forme di inappetenza. E´ un blando lassativo, lenitivo delle infiammazioni emorroidali e ha funzione detossicante, diuretica e depurativa.

Controindicazioni: Anche se il tarassaco non è una pianta tossica, occorre il parere medico perché controindicata in caso di infiammazione o occlusione delle vie biliari, nelle gastriti, ulcere e durate terapie con antiinfiammatori.