Verbasco

NOMI

NOME COMUNE: Verbasco

NOME SCIENTIFICO: Verbascum thapsus L.

FAMIGLIA: Scrofulariaceae

NOMI POPOLARI: asso barbasso, tasso barbasco, leventun, luviun, gibliu, tas barbas, lavadon, pan delle serpi, barabasso, piantadomine, lampazzo giallo, spronu, senpacantaru, candunabulu, trovodda .

NOMI STRANIERI:

  • (Eng) Mullein
  • (Fra) Bouillon blanc, Molene
  • (Ger) Kleinblutige Konigskerze
  • (Esp) Gordolobo

DESCRIZIONE E STORIA

DESCRIZIONE BOTANICA

  • Portamento: pianta erbacea annuale o biennale, con fusto consistente e dritto, alto da 50 cm a 2 metri.
  • Foglie: sono di forma ovale e leggermente allungata, molto grandi alla base e poi sempre più piccole man mano che si procede verso l’apice della pianta. Sono tutte ricoperte da una fitta peluria di colore verde-biancastro.
  • Fiori: sono molto delicati, di colore giallo e riuniti in un’infiorescenza a racemo che forma una specie di pannocchia sulla parte superiore della pianta.

ETIMOLOGIA DEL NOME/STORIA E TRADIZIONI: il nome Verbascum deriva da barbascum, che significa barbuto, in riferimento alla fitta peluria che ricopre la pianta. Il Verbasco è una pianta nota fin dall’antichità: Dioscoride e Plinio la utilizzavano per le problematiche polmonari mentre S. Hildegarda la considerava ottima per il trattamento degli abbassamenti di voce.

NOTE: nessuna nota

DOVE SI TROVA

HABITAT: pianta nativa dell’Europa e di alcune parti dell’Asia. Attualmente cresce dal mare alle zone sub-montane fino a 700/800 metri, soprattutto nei terreni incolti, ai margini delle coltivazioni, nei prati e nei pascoli.

TEMPO E MODALITA’ DI RACCOLTA O COLTIVAZIONE: si raccolgono le sommità fiorite, che comprendono i fiori e le piccole foglie. Il tempo balsamico è tra giugno ed agosto, quando i fiori sono appena aperti e non ancora completamente schiusi.

UTILIZZO

PARTE UTILIZZATA: sommità fiorite

COME SI USA IN COSMETICA: il verbasco non viene utilizzato in campo cosmetico.

COME SI USA IN CUCINA: il verbasco non trova impiego in campo alimentare.

PROPRIETA' E BENEFICI

PRINCIPALI COMPONENTI

  • Mucillagini
  • Flavonoidi
  • Saponine: rappresentate dalla verbascosaponina
  • Iridoidi: catalpolo, aucubina, arpagoside, arpagide
  • Olio essenziale in tracce nei fiori

PROPRIETA’ SALUTISTICHE PRINCIPALI

  • Protettiva e sfiammante delle vie respiratorie
  • Espettorante e mucolitica, facilita la fluidificazione e l’eliminazione del catarro in eccesso

FORME IN CUI SI UTILIZZA Infuso: mettere un cucchiaio di erba secca in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti circa. Filtrare e bere 2/3 tazze al giorno. Viene associata spesso al altre piante benefiche per le vie respiratorie come Malva, Altea, Liquirizia, Timo e Sambuco. Le tisane a base di Verbasco devono essere filtrate accuratamente per riuscire ad eliminare i peli di cui la pianta è ricoperta

Tintura madre: 60 gocce, 2 volte al giorno, sciolte in un po’ d’acqua

Estratto secco: 300/600 mg al giorno.

RIMEDIO NATURALE PER:

  • Patologie infiammatorie dell’apparato respiratorio
  • Tosse grassa
  • Raffreddore
  • Bronchiti

CONTROINDICAZIONI: nessuna nota alle dosi consigliate, eccetto casi di allergia individuale alla pianta.

PRODOTTI

PER USO INTERNO: