Rabarbaro

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rabarbaro

Nomi

Nome Scientifico: Rheum officinale Baillon (fam. Polygonaceae)

Nomi Comuni: Rabarbaro cinese

Nomi Stranieri: Rhubarb (Eng) Rhubarbe (Fra) Gemeiner Rhabarber (Ger) Rabarbaro (Esp)

Che cos’è e significato

Descrizione: Pianta perenne con grosso rizoma tuberoso giallo-brunastro e fusti robusti alti anche più di 2 m. Foglie alterne, picciolate, ovato-orbiculari di 30-90 cm di diametro, palmatinervie, irregolarmente incise e loba-te. Steli fiorali eretti alti fino a 150 cm con infiorescenze ramose formanti dense pannocchie. Fiori piccoli e verdastri, frutto alato. Epoca di fioritura giugno-luglio.

Storia e Tradizioni: Nessuna nota

Note: Nessuna nota

Dove si trova

Habitat: Originaria del Tibet, viene coltivata in Cina e in Europa come pianta medicinale. Preferisce valloni umidi di montagna fino a 3300 m. Le piantine verranno trapiantate in vasetti dai quali, ben sviluppate e con un buon apparato radicale, verranno piantate all’aperto. In autunno le giovani piante godranno di un caldo riparo di foglie secche o paglia.

Tempo e modalità di raccolta o coltivazione: La raccolta dei piccioli fogliari avviene non prima del terzo anno, in estate, per avere un prodotto molto gustoso. Le radici vengono raccolte dal quarto-quinto anno. La coltivazione può iniziare da seme, sparso rado in terrine con substrato soffice: terra, torba e sabbia.

Utilizzo

Parti utilizzate: Rizoma, Piccioli fogliari (come aromatizzanti)

Come si usa in cosmetica: Nessuna nota

Come si usa in cucina: Nessuna nota

Proprietà e benefici

Principali componenti: i. Derivati antrachinonici: come crisofanolo; emodina; aloe-emodina; reina; fiscione; con le corrispettive O-glicosodi: glucoreina; crisofaneina; glucoemodina; quantità minori di sennosidi A-E, reidina C e altre. ii. Tannini: d-catechina e epicatechina gallato, con varie cumaroil galloil glucosidi e fruttosi. iii. Derivati dello stilbene. iv. Varie: olio essenziale, rutina, acidi grassi, ossalato di calcio.

Proprietà salutari ed utilizzo: A differenza delle altre droghe ad antrachinoni, il Rabarbaro esplica una attività più complessa e varia. Esso infatti è sia un lassativo che un astringente ed esplica attività antiinfiammatoria, antimicrobica, antitumorale e ipotensiva. In piccole dosi il Rabarbaro risulta infatti astringente, mentre una volta superato un certo dosaggio diviene un catartico.

Rimedio naturale: Colite cronica Diarrea cronica Dispepsia con flatulenza Malassorbimento

Controindicazioni: - Casi sporadici di disturbi spastici gastroenterici. - Con l´uso cronico si ha perdita di elettroliti (K), albuminuria ed ematuria. - Può alterare l´assorbimento di nutrienti a livello gastrointestinale. - Evitare un uso prolungato per più di 8-10 giorni, una-due settimane se sotto controllo di un profes-sionista. Cautela in pazienti con storia di calcoli renali.