Frangula

NOMI

NOME COMUNE: Frangula

NOME SCIENTIFICO: Rhamnus frangula L. Sinonimo: Frangula alnus (Miller)

FAMIGLIA: Rhamnaceae

NOMI POPOLARI: Spin zervin, Onerella, Speri saladegh, Oniza selvadega, Maraga, Nepurn, Verna giauna, Frangua, Vent servin, Legu mat, Legm megher, Spuzzarel, Putine, Alno nero, Legno puzzolente, Roncagine, Bucaco, Trigna, Fragna, Spina ponti senza spina.

NOMI STRANIERI:

  • (Eng) Alder buckthorn
  • (Fra) Bourdaine
  • (Ger) Faulbaum
  • (Esp) Arraclán

pianta Frangula Alnus o Rhamnus Frangula, foto e immagini

DESCRIZIONE E STORIA

DESCRIZIONE BOTANICA

  • Portamento: arbusto dalla corteccia liscia e di colore marrone scuro con numerosi puntini bianchi che in gruppi di 2-5 formano delle linee parallele e orizzontali. L’interno della corteccia si presenta gialla ma diventa rossastra al contatto con l’aria.
  • Foglie: alterne, talvolta opposte alla base dei rami. Picciolate 1-2 cm. Di forma elittico-obovate con apice acuto, margine intero e lievemente dentato. Superficie glabra, a volte pelosa sulle nervature della superficie inferiore.
  • Fiori: in gruppi da 2-10 a livello dell’ascella delle foglie. Il peduncolo è di circa 1 cm. Caratterizzati da 5 sepali triangolari, 5 petali più piccoli di colore bianco-verdino.
  • Frutti: è una drupa tonda, dapprima porpora-viola fino a diventare nera a maturità. Nella polpa della drupa si trovano 3 noccioli, ciascuno contenente un seme.

ETIMOLOGIA DEL NOME/STORIA E TRADIZIONI: “Rhamnus” potrebbe derivare dal termine celtico “Ram”=“Spino” in quanto la varietà più conosciuta è provvista di spine (Rhamnus cathartica L.), oppure dal greco “Ramnous” in riferimento alla dea Nemesi, chiamata anche “Ramnousis”. Mentre “Frangula” sembra derivare dal latino “Frangere” ovvero “Rompere”, riferito alla fragilità dei rami.

NOTE: la corteccia di Frangula contiene glicosidi antrachinonici che vengono debolmente assorbiti dallo stomaco mentre vengono metabolizzati facilmente nell’intestino crasso, diventando attivi. Infatti, nell’intestino la flora batterica li trasforma in antroni, che sono le sostanze responsabili dell’azione lassativa. Questo spiega perché l’azione lassativa di questi principi attivi si manifesta dopo 12-24 ore dall’assunzione. Gli antroni permettono l’idratazione della massa fecale, che aumentando di volume aumenta la pressione contro le pareti dell’intestino stimolando la peristalsi.

DOVE SI TROVA

HABITAT: diffusa in particolare nel Nord Italia, dal mare alla zona montana, predilige terreni umidi.

TEMPO E MODALITA’ DI RACCOLTA O COLTIVAZIONE: la raccolta della corteccia di Frangula avviene in primavera. Si stacca aiutandosi con un coltello, formando delle strisce longitudinali lunghe alcuni centimetri.

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UTILIZZO

Ecco a cosa serve e come usare la Frangula dal punto di vista cosmetico / erboristico e il suo uso in cucina.

PARTE UTILIZZATA: corteccia

COME SI USA IN COSMETICA: nessuna nota.

COME SI USA IN CUCINA: nessuna nota.

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PROPRIETA' E BENEFICI

PRINCIPALI COMPONENTI

  • Glicosidi antrachinonici (4-7%): glucofranguline A e B, franguline A e B, crisofanolo, emodina
  • Flavonoidi, tracce di alcaloidi ciclopeptidici

PROPRIETA’ SALUTISTICHE PRINCIPALI

La principale proprietà terapeutica della Frangula è:

  • Lassativa

FORME IN CUI SI UTILIZZA

Ecco alcune indicazioni sugli utilizzi, quando assumerlo e la posologia. La corretta dose individuale è quella minima sufficiente a creare una facile evacuazione con feci molli (ESCOP).

Infuso: mettere 2 g di corteccia in taglio tisana in 150 ml di acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti circa, filtrare e bere. Preferibilmente la sera prima di andare a dormire.

Estratto secco titolato: 1 capsula la sera prima di andare a dormire.

Tintura Madre (soluzione idroalcolica): 20 gocce, diluite in mezzo bicchiere d’acqua, la sera prima di andare a dormire.

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RIMEDIO NATURALE PER:

A cosa serve? Utile come rimedio naturale in caso di:

  • Stitichezza, stipsi, difficoltà ad andare di corpo occasionale / cronica / nell'anziano (indicato anche per chi in precedenza abbia abusato di forti lassativi)

CONTROINDICAZIONI: evitare l’assunzione per più di 10 giorni. Un sovradosaggio potrebbe portare a spasmi intestinali e grave diarrea. Inoltre l’uso prolungato di lassativi antrachinonici può creare dipendenza con bisogno di aumentare il dosaggio e la sindrome dell’intestino pigro, ovvero un colon atonico e con una alterata funzionalità. Evitare la somministrazione nei bambini, durante la gravidanza e in allattamento. Non assumere in caso di sensibilità individuale alla pianta per non avere effetti collaterali.

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