Farfaro

Foto e Immagini

farfaro

Nomi

Nome Scientifico: Tussilago farfara L. (fam. Composite)

Nomi Comuni: Pljerche, tussilagine, piè d´asino, ugna cavallina, barbàz, petacciolo.

Nomi Stranieri: Ass´ foot (Eng) Pas-d´ane (Fra) Huflattich (Ger) Tusílago (Esp)

Che cos’è e significato

Descrizione: In primavera la pianta emette dal rizoma dei fusti fioriferi ricoperti di di squame, cotonose. Le foglie basali sono piuttosto grandi, cuoriformi, glabre nella pagina superiore, cotonose in quella inferiore, con margine rozzamente dentato. Esse spuntano solo dopo che la pianta ha fiorito. I fiori sono di colore giallo paglierino intenso. La fioritura avviene a fine inverno, inizio primavera. La pianta è alta 20-30 centimetri

Storia e Tradizioni: Nessuna nota

Note: Le foglie essiccate possono essere fumate per combattere l´asma. Il succo serve a combattere il catarro bronchiale dei fumatori.

Dove si trova

Habitat: Pianta piuttosto comune, si rinviene nei terreni umidi, lungo i ruscelli e in quelli fangosi e acquitrinosi sia in pianura che in montagna.

Tempo e modalità di raccolta o coltivazione:Si utilizzano i fiori colti all´inizio della fioritura e le foglie giovani colte in primavera. Possono essere impiegate anche le radici.

Utilizzo

Parti utilizzate: Fiori, foglie giovani senza il picciolo

Come si usa in cosmetica: La fanfara viene utilizzata per combattere le rughe. L´infuso aggiunto all´acqua del bagno ha effetto emolliente.

Come si usa in cucina: la farfara trova solo qualche impiego sporadico di nessuna importanza

Proprietà e benefici

Principali componenti: Sostanze amare, mucillagini, saponine, tannini, un olio essenziale e discrete quantità di sali minerali ed alcaloidi

Proprietà salutari ed utilizzo: La droga, dal sapore amarognolo, ha proprietà espettoranti, calmanti della tosse, antinfiammatorie ed astringenti.

Rimedio naturale: Affezioni delle vie respiratorie, i raffreddori e le bronchiti

Controindicazioni: Se ne sconsiglia l´uso in gravidanza e durante l´allattamento inoltre L´assunzione prolungata può risultare epatotossica dovuta alla presenza di alcaloidi