Don Luigi: Vita, aneddoti, curiosità

 

ImageNon brillava il sole a Sprea in quell'atteso Natale del 1918. La poca neve languiva tra le nebbie invernali e il monte Castèche sonnecchiava cupo. Ma egualmente gioiva il cuore di don Luigi Zocca che vedeva finalmente realizzato il suo desiderio.

Quando varcò la soglia della canonica, il giovane sacerdote te­neva ancora stretto fra le mani un libro. Non era il breviario, ma un manuale erboristico francese.

Lo aveva da poco ricevuto in dono dal parroco di Tregnago, presso il quale aveva trascorso un breve soggiorno in attesa della definitiva sistemazione.

Sprea era, allora come oggi, un luogo davvero bello e affascinante per chi ama la natura. Il paesino è abbarbicato su un colle, il Castèche, davanti al quale si estende deliziosa l'ampia VaI d'Illasi, valle tra le più suggestive della Lessinia. A Sprea don Zocca avvertiva qualcosa di antico e di saggio, un' innocenza e una maturità che in pianura non trovava più.

Alberi in fiore e tenera erba, acque correnti e cielo blu, nubi vaganti e azzurro della lontananza, verde dei pascoli e canto gioioso degli uccelli gli divennero familiari e fraternamente cari.

 

Don Luigi Zocca, il Prete da Sprea, nacque a Bussolengo, in pro­vincia Imagedi Verona, il 25 marzo del 1877.

Di modeste origini rurali, mostrò presto la sua passione e l'in­teresse per la botanica: la semplicità e l'armonia della natura lo af­fascinavano in ogni loro aspetto. Dal filo d'erba, dal colore dei fiori, dalla trasparenza delle acque, da mille altre cose egli intravedeva la divina spiritualità che tutto sovrasta e pervade.

Non sapeva ancora come si chiamassero le erbe, i fiori, gli alberi e già amava raccogliere foglie, steli, scorze e radici, che poi in si­lenzio osservava, odorava e catalogava.

Entrò in seminario quando a Verona era vescovo mons. Barto­lomeo Bacilieri. Agli studi regolari abbinò quelli sulle piante, con­sultando antichi erbari medioevali e raccogliendo testimonianze di vecchie e sagge tradizioni popolari veronesi.

Dopo l'ordinazione sacerdotale, iniziò il suo ministero a Pazzon di Caprino veronese, dove rimase per oltre dieci anni. L'interesse per l'erboristeria aumentava costantemente: egli annotava ogni esperienza, provava nuove erbe e non perdeva occasione per dis­cutere di medicina e di rimedi.

 

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